<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?>
<akomaNtoso xmlns="http://www.akomantoso.org/2.0"><act contains="" name="legge"/><meta><publication date="2009-07-15" name="Bollettino Ufficiale" showAs="BUR" number="13"/><identification source="#somebody"><FRBRWork><FRBRthis value="/it/legge/2009-07-10/4/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2009-07-10/4"/><FRBRdate date="2009-07-10" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRcountry value="it"/></FRBRWork><FRBRExpression><FRBRthis value="/it/legge/2009-07-10/4/ita@/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2009-07-10/4/ita@"/><FRBRdate date="2009-07-10" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRlanguage value="ita"/></FRBRExpression><FRBRManifestation><FRBRthis value="/it/legge/2009-07-10/4/ita@/main.xml"/><FRBRuri value="/it/legge/2009-07-10/4/ita@/main.akn"/><FRBRdate date="2009-07-10" name="XMLConversation"/><FRBRauthor href="#regione"/></FRBRManifestation></identification><lifecycle source="#somebody"><eventRef date="--" id="v1" source="#ro1" type="generation"/></lifecycle><references source="#somebody"><original id="ro1" href="/it/regolamento.consiglio/regione.liguria/2009-07-10/4/ita@/main" showAs="Original"/><somebody id="somebody" href="/ontology/persons/ita/editors/somebody" showAs="somebody"/><regione id="regione" href="/ontology/organization/it/tuscan.region"/></references>0<classifications source="eurovoc"><keyword value="beni ambientali" showAs="beni ambientali" dictionary="Toscana" id="c4.06."/></classifications><notes source="#somebody"/></meta><preface><block name="preface"><docType>Regolamento</docType><docDate date="2009-07-10">10 luglio 2009</docDate><docNumber>4</docNumber><docTitle>Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e delle acque di lavaggio di aree esterne. (<ref href="/it/legge/regione.liguria/2008-10-28/39/main" id="1">Legge regionale 28 ottobre 2008, n. 39</ref>).</docTitle><docCommittee>REGIONE LIGURIA</docCommittee></block></preface><body><chapter id="chp1"><num>Capo I.</num><heading>DISPOSIZIONI GENERALI</heading><article id="art1"><num>Art. 1.</num><heading>(Oggetto)</heading><clause id="art1-cla1"><num>1.</num><content><p>Il presente regolamento disciplina, in attuazione dell'<ref href="/it/legge/regione.liguria/2008-10-28/39/main#art9-com1" id="2">articolo 9, c. 1 della legge regionale 28 ottobre 2008, n. 39</ref> (Istituzione delle Autorità d'Ambito per l'esercizio delle funzioni degli enti locali in materia di risorse idriche e gestione rifiuti ai sensi del <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006-04-03/152/main" id="3">decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152</ref> (Norme in materia ambientale)) ed in conformità all'<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art113" id="4">articolo 113 del D.Lgs. n. 152/2006</ref> (Norme in materia ambientale):</p></content><list><num>a)</num><content><p>lo scarico delle acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate;</p></content></list><list><num>b)</num><content><p>l'immissione delle acque meteoriche di dilavamento provenienti da altre condotte separate;</p></content></list><list><num>c)</num><content><p>le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento provenienti da opere e interventi soggetti alle procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA);</p></content></list><list><num>d)</num><content><p>l'immissione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne.</p></content></list></clause><clause id="art1-cla2"><num>2.</num><content><p>Le acque meteoriche non disciplinate dal presente regolamento non sono soggette a vincoli o prescrizioni ai fini della prevenzione dei rischi ambientali.</p></content></clause></article><article id="art2"><num>Art. 2.</num><heading>(Definizioni)</heading><clause id="art2-cla1"><num>1.</num><content><p>Ai fini del presente regolamento si intende per:</p></content><list><num>a)</num><content><p>acque meteoriche di dilavamento: la parte delle acque di una precipitazione atmosferica che, non assorbita o evaporata, dilava le superfici scolanti;</p></content></list><list><num>b)</num><content><p>acque di prima pioggia: quelle corrispondenti, nella prima parte di ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 millimetri uniformemente distribuita sull'intera superficie scolante servita dalla rete di raccolta delle acque meteoriche;</p></content></list><list><num>c)</num><content><p>acque di lavaggio: le acque utilizzate per il lavaggio delle superfici scolanti e qualsiasi altra acqua di dilavamento di origine non meteorica;</p></content></list><list><num>d)</num><content><p>evento meteorico: una o più precipitazioni atmosferiche, anche tra loro temporalmente distanziate, che, ai fini della qualificazione delle corrispondenti acque di prima pioggia, si verifichino o si susseguano a distanza di almeno 48 ore di tempo asciutto da un analogo precedente evento;</p></content></list><list><num>e)</num><content><p>insediamenti e installazioni esistenti: gli insediamenti e le installazioni nei quali si svolgano le attività di cui all'articolo 7 o che abbiano ottenuto apposito titolo edilizio, con espressa previsione della destinazione allo svolgimento delle predette attività, alla data di entrata in vigore del presente regolamento;</p></content></list><list><num>f)</num><content><p>superficie scolante: l'insieme di strade, cortili, piazzali, aree di carico e scarico e ogni altra analoga superficie scoperta oggetto di dilavamento meteorico o di lavaggio, con esclusione delle aree verdi e di quelle sulle quali, in ragione delle attività svolte, non vi sia il rischio di contaminazione delle acque di prima pioggia e di lavaggio.</p></content></list></clause></article><article id="art3"><num>Art. 3.</num><heading>(Acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate)</heading><clause id="art3-cla1"><num>1.</num><content><p>I Piani d'ambito di cui all'<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art149" id="5">articolo 149 del D.Lgs. n. 152/2006</ref> programmano la realizzazione degli schemi fognari previsti dal Piano di tutela delle acque, stabilendo la separazione delle reti in modo da mantenere separati i reflui urbani dalle acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate.</p></content></clause></article><article id="art4"><num>Art. 4.</num><heading>(Immissioni delle acque meteoriche di dilavamento effettuate tramite altre condotte separate)</heading><clause id="art4-cla1"><num>1.</num><content><p>Le immissioni in acque superficiali o sul suolo delle acque meteoriche di dilavamento effettuate tramite condotte separate provenienti dalle superfici impermeabilizzate di insediamenti o comprensori industriali, artigianali, commerciali e di servizio non allacciati alle pubbliche reti fognarie e non ricadenti nelle fattispecie disciplinate dal Capo II sono sottoposte, prima del loro recapito nel corpo ricettore, alla disciplina di cui all'<ref href="/it/legge/regione.liguria/1995-08-16/43/main#art21" id="6">articolo 21 della legge regionale 16 agosto 1995, n. 43</ref> (Norme in materia di valorizzazione delle risorse idriche e di tutela delle acque dall'inquinamento) e ad eventuali trattamenti previsti dai regolamenti edilizi comunali o, nell'ambito del demanio marittimo portuale, da regolamenti disposti dalle Autorità Portuali.</p></content></clause><clause id="art4-cla2"><num>2.</num><content><p>Sono comprese nelle acque soggette alla disciplina di cui al comma 1 le acque meteoriche di dilavamento dei tetti, delle pensiline e dei terrazzi degli insediamenti e delle installazioni, nonchè la parte delle acque meteoriche di dilavamento eccedente le acque di prima pioggia di cui al capo II.</p></content></clause></article><article id="art5"><num>Art. 5.</num><heading>(Immissioni delle acque meteoriche di dilavamento provenienti da opere e interventi soggetti alle procedure di VIA)</heading><clause id="art5-cla1"><num>1.</num><content><p>Le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento provenienti da opere e interventi soggetti alle procedure di valutazione di impatto ambientale sono soggette, ove necessario, alle prescrizioni dettate dal provvedimento con cui l'autorità competente rende il giudizio di compatibilità ambientale.</p></content></clause></article><article id="art6"><num>Art. 6.</num><heading>(Tutela delle acque sotterranee)</heading><clause id="art6-cla1"><num>1.</num><content><p>È in ogni caso vietato lo scarico o l'immissione delle acque di cui all'articolo 1 in acque sotterranee.</p></content></clause></article></chapter><chapter id="chp2"><num>Capo II.</num><heading>ACQUE DI PRIMA PIOGGIA E DI LAVAGGIO DELLE AREE ESTERNE</heading><article id="art7"><num>Art. 7.</num><heading>(Ambito di applicazione)</heading><clause id="art7-cla1"><num>1.</num><content><p>La formazione, il convogliamento, la separazione, la raccolta, il trattamento e l'immissione nel recapito finale delle acque di prima pioggia e di lavaggio sono soggetti alle disposizioni del presente Capo qualora provengano dalle superfici scolanti di insediamenti ed installazioni in cui si svolgono o siano insediati:</p></content><list><num>a)</num><content><p>le attività di cui all'Allegato I del <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2005-02-18/59/main" id="7">decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59</ref> (Attuazione integrale della <ref href="/it/direttiva/comunita.europee/1996/96-61-ce/main" id="8">direttiva 96/61/CE</ref> relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento);</p></content></list><list><num>b)</num><content><p>le attività di distribuzione del carburante, come previsti e disciplinati dalla normativa vigente in materia;</p></content></list><list><num>c)</num><content><p>gli stabilimenti di lavorazione di oli minerali non rientranti nelle fattispecie di cui alla lettera a) ed i depositi per uso commerciale delle stesse sostanze;</p></content></list><list><num>d)</num><content><p>i centri di raccolta, deposito e trattamento di veicoli fuori uso;</p></content></list><list><num>e)</num><content><p>i centri di raccolta, trattamento e trasferimento dei rifiuti e le discariche non rientranti nelle attività di cui alla lett. a);</p></content></list><list><num>f)</num><content><p>gli stabilimenti e insediamenti con destinazione commerciale o di produzione di beni le cui aree esterne siano adibite all'accumulo o stoccaggio di materie prime, di prodotti o rifiuti che possano provocare il rilascio di sostanze pericolose di cui alle tabelle 3/A e 5 dell'allegato V alla <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#prt3" id="9">parte terza del D. Lgs n. 152/2006</ref>.</p></content></list></clause></article><article id="art8"><num>Art. 8.</num><heading>(Recapiti)</heading><clause id="art8-cla1"><num>1.</num><content><p>Le acque di prima pioggia e di lavaggio sono recapitate:</p></content><list><num>a)</num><content><p>in rete fognaria;</p></content></list><list><num>b)</num><content><p>in acque superficiali.</p></content></list></clause></article><article id="art9"><num>Art. 9.</num><heading>(Piano di prevenzione e di gestione)</heading><clause id="art9-cla1"><num>1.</num><content><p>I titolari delle attività di cui all'articolo 7 predispongono un piano di prevenzione e di gestione relativo alle acque di prima pioggia e di lavaggio, finalizzato ad evitare che le sostanze inquinanti entrino in contatto e si miscelino con le acque meteoriche.</p></content></clause><clause id="art9-cla2"><num>2.</num><content><p>Il Piano, redatto in conformità all'Allegato A al presente regolamento, contiene informazioni utili ad individuare le sorgenti ed i tipi d'inquinamento e gli accorgimenti per consentire che l'impatto ambientale delle acque di prima pioggia e di lavaggio sia contenuto entro i limiti fissati dalla tabella 3 dell'allegato V alla <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#prt3" id="10">parte terza del D.Lgs. n. 152/2006</ref> , indicando specificatamente i sistemi di trattamento previsti.</p></content></clause><clause id="art9-cla3"><num>3.</num><content><p>Nel caso delle attività di cui all'articolo 7 lett. a) il piano di prevenzione e di gestione è approvato dall'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale. Nel caso delle attività di cui all'articolo 7 lett. b), c), d), e) ed f) il piano di prevenzione e di gestione è approvato dall'autorità competente al controllo degli scarichi.</p></content></clause></article><article id="art10"><num>Art. 10.</num><heading>(Termini di presentazione del piano di prevenzione e di gestione)</heading><clause id="art10-cla1"><num>1.</num><content><p>I titolari delle attività di cui all'articolo 7 lett. a) presentano il piano di prevenzione e di gestione, per la relativa approvazione nell'ambito del procedimento di autorizzazione integrata ambientale o di successiva integrazione, contestualmente all'istanza per ottenere l'autorizzazione integrata ambientale.</p></content></clause><clause id="art10-cla2"><num>2.</num><content><p>I titolari delle attività di cui all'articolo 7 lett. b), c), d), e) ed f) presentano il piano di prevenzione e di gestione in tempi utili alla sua approvazione prima dell'inizio lavori definiti dall'autorità competente per l'approvazione del piano di prevenzione e di gestione.</p></content></clause></article><article id="art11"><num>Art. 11.</num><heading>(Termini di adeguamento al piano di prevenzione e di gestione)</heading><clause id="art11-cla1"><num>1.</num><content><p>I titolari delle attività e degli impianti di cui all'articolo 7 provvedono all'adeguamento alle previsioni del piano di prevenzione e di gestione approvato e alle prescrizioni dettate in merito dall'autorità competente:</p></content><list><num>a)</num><content><p>entro i termini stabiliti dall'autorizzazione ambientale integrata, nel caso delle attività di cui all'articolo 7 lett. a);</p></content></list><list><num>b)</num><content><p>entro il termine stabilito nei relativi atti autorizzativi, in tutti gli altri casi.</p></content></list></clause></article><article id="art12"><num>Art. 12.</num><heading>(Norma transitoria)</heading><clause id="art12-cla1"><num>1.</num><content><p>I titolari delle attività di cui all'articolo 7 lett. a), che abbiano già presentato, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, istanza per ottenere l'autorizzazione integrata ambientale o successiva integrazione, presentano il piano di prevenzione e di gestione di cui all'articolo 9 nell'ambito del procedimento di autorizzazione integrata ambientale o di successiva integrazione, entro la data stabilita per l'ultima conferenza di servizi e, comunque, non oltre il termine di otto mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento.</p></content></clause><clause id="art12-cla2"><num>2.</num><content><p>I titolari delle attività di cui all'articolo 7 lett. b), c), d), e) ed f) che abbiano già presentato, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, le relative istanze per l'esercizio di tali attività, presentano il piano di prevenzione e di gestione nei termini definiti dall'autorità competente.</p></content></clause><clause id="art12-cla3"><num>3.</num><content><p>I titolari delle attività di cui all'articolo 7 in esercizio si adeguano alle disposizioni del presente regolamento entro otto mesi dall'entrata in vigore dello stesso.</p></content></clause></article></chapter></body><conclusions period="20090710"><p>Citta...
                  </p></conclusions><attachments><documentRef id="nn1" src="/it/regolamento.consiglio/regione.liguria/2009-07-10/4/schedule1" showAs="Allegato A"/></attachments></akomaNtoso>
